Nessuno si salva da solo
Da sei mesi a questa parte la Società cooperativa Sole è impegnata a Bolzano ad avviare un modello abitativo che non vuole limitarsi a rivolgere un servizio socio-assistenziale a un gruppo di residenti. Vuole anche mettere queste persone – madri sole con bambini/e – nelle condizioni di porsi al centro di una rete fatta di relazioni interpersonali su cui, d’ora in poi, poter contare.
Nessuno si salva da solo e, specie nei momenti di maggiore vulnerabilità, ognuno di noi sente il bisogno di affidarsi alla propria comunità di appartenenza. Ma proprio qui sta la più grande sfida che il nostro modello abitativo affronta: come farsi facilitatori di nuovi legami di comunità? Quali sono le occasioni che spingono una persona a identificarsi con un’altra, così da riconoscerla come un’alleata in caso di bisogno?

In questo una zuppa ha, forse, più potere di tante parole. È questo il motivo per cui, sabato 28 febbraio, la porta di casa di una delle residenti del nostro modello abitativo si è aperta alle altre famiglie e a un gruppo di studenti/esse della Libera Università di Bolzano per cucinare e mangiare insieme. Alle 13 la tavola era imbandita di piatti tanto diversi tra loro quanto diversa è l’origine di ognuna delle residenti.
E, attraverso ogni piatto, ognuna ha detto qualcosa di sé alle altre in un sovrapporsi di ricette afro-american-bolzanine (sapientemente raccolte dai nostri splendidi ospiti dell’Università) che si sono fatte strumento per riconoscersi come parte della stessa comunità.