# BELLE STORIE DI VITA Ciascuno cresce solo se sognato / MARILE

Pubblicato Categorie: Belle Storie di Vita, News

Marile, brasiliana ormai alla soglia dei settant’anni, non avrebbe mai deciso di mollare tutto nel suo amato Paese se non avesse avuto una missione personale da portare a termine in Italia. La nipote aveva bisogno di lei: da subito, dalla nascita, per crescere nella cura di un riferimento solido e pieno di vita. Così, è andata che Marile ha messo in pausa la sua vita nell’assolato stato di Goiás e ha preso un volo di sola andata per l’Italia. Fino a quando, non poteva saperlo. Fino a quando ce ne sarebbe stato bisogno. «Chi non vive per servire, non serve per vivere», ripeteva spesso quando ci sedevamo alla sua tavola per un caffè e una fetta di torta al cocco. Ma più che a noi, sembrava una formula magica rivolta alla storia della sua vita: per esorcizzare la nostalgia che lacera lo stomaco in inverno, da scacciare via con l’ennesima risata.

Diciannove anni è durato il viaggio. Un viaggio in un Paese straniero, il nostro, che l’ha sempre voluta straniera: con le file interminabili in questura, con i nomi nei documenti di riconoscimento che non coincidevano, con la residenza che non le è mai stata accordata. Ora che la nipote ha quasi portato a termine la scuola, che sa riconoscere quel che vuole – e ce lo chiede con una caparbietà dolce – Marile ci ha comunicato la decisione presa: «Torno a casa, ho fatto quel che dovevo fare».

Noi, che abbiamo incrociato l’ultimo segmento della sua traiettoria di vita in Italia, oggi pensiamo a Danilo Dolci quando le scriviamo per chiederle come sta. Sì, la figura dell’educatore che si dona ai bambini di strada di un mondo non suo è adatta per chi, come Marile, ha deciso di mollare le comodità conquistate per raggiungere chi ha bisogno della sua presenza. Quei bambini non hanno bisogno solo di un piatto di minestra, non solo di un esempio per stare al riparo dai guai, e nemmeno solo di essere instradati verso un lavoro che garantisca stabilità. Per crescere si ha bisogno della consapevolezza calda che una figura adulta sogna il meglio per il giovane, a cui un giorno lascerà solo il suo esempio, e un ricordo. Non solo questo, però. È come se queste righe – la poesia di Danilo Dolci – fossero dettate da Marile per suggerirci che a un certo punto la figura educativa deve farsi da parte. Dopo aver riconosciuto che la nipote non ha più bisogno di lei, Marile ha deciso che era finalmente arrivato il tempo di rimettere sé stessa al centro. Ed è forse questo l’ultimo grande insegnamento prima dell’ultimo caffè: che servire è diverso da sacrificarsi, e che se è vero che ciascuno cresce solo se sognato, è anche vero che, chi sogna, sogna solo se non si dimentica chi è. 

“C’è chi insegna
guidando gli altri come cavalli
passo per passo:
forse c’è chi si sente soddisfatto
così guidato.

C’è chi insegna lodando
quanto trova di buono e divertendo:
c’è pure chi si sente soddisfatto
essendo incoraggiato.

C’è pure chi educa, senza nascondere
l’assurdo ch’è nel mondo, aperto ad ogni
sviluppo ma cercando
d’essere franco all’altro come a sé,
sognando gli altri come ora non sono:
ciascuno cresce solo se sognato”.

1 commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *