#BelleStorieDiVita, come Roseline ha conquistato il futuro

Pubblicato Categorie: Belle Storie di Vita, News
Roseline e Jeremiah

Cooperativa Sole con questa prima storia vuole sottolineare il proprio impegno per i Sustainable Development Goals (SDGs) per raggiungere l’Obiettivo 1: Povertà Zero, rimarcando l’importanza di porre fine alla povertà in tutte le sue forme.

Obiettivo 1: Povertà Zero
Il primo obiettivo dei Sustainable Development Goals (SDGs)

Tra queste storie ci sono quelle dei migranti che ce la fanno e dei molti altri che, purtroppo, naufragano insieme alle loro immense speranze.

Al Condomino Pop poi succede che all’improvviso si sono accese alcune luci e hanno illuminato uno di quei numeri che ha un nome, due occhi, un respiro. Così, in quello sguardo, nonostante tutto capace di futuro, si trova la forza inarrestabile che dà senso e importanza alla vita. Tutto questo è stato possibile,anche grazie ad associazioni come quella degli Avvocati di Strada che dedicano il loro tempo per rivendicare diritti e rispetto.

Da questi presupposti oggi partiamo a raccontare la storia di Roseline che è nata a Lagos, in Nigeria, trentadue anni fa. Lei ci chiede di introdursi con una parola ílé che significa ‘’casa’’ in nigeriano.

Nel suo paese d’origine ha frequentato la scuola professionale per parrucchiera che le ha permesso di esercitare il mestiere a domicilio delle clienti, ma per arrotondare lavorava contemporaneamente anche come addetta alle pulizie in diversi alberghi della sua città.

Tuttavia, giorno dopo giorno, avvertiva tutta la precarietà della sua situazione e l’impossibilità di progettare un avvenire per sé e per la sua famiglia.

All’età di ventiquattro anni, con grande sofferenza, prende la decisione di lasciare i suoi affetti e di partire.

Conosce un’amica che le parla di un salone di bellezza in Italia e la invita a raggiungerla. Paga 100 Dinar e inizia l’avventura del viaggio, ma purtroppo non raggiunge l’Italia. Il suo viaggio finisce in Libia, con tutto il calvario che si può immaginare.

Ma ecco che si apre di nuovo uno spiraglio di vita. Alcune persone caritatevoli le prestano 1.500 Dinar e riesce così ad arrivare a Lampedusa a bordo di una delle tante carrette “in servizio” nel Mediterraneo.

Rimane alcune settimane nel centro di accoglienza, per poi essere trasferita in strutture analoghe, prima a Bologna e poi a Ravenna.

Una nuova vita

Accolta dalla Casa di Accoglienza “Papa Giovanni Paolo II – Associazione il Focolare della Vita” di Pinarella, trova lavoro a Cervia in qualità di addetta alle pulizie e donna tuttofare in diversi hote della zona.

Nel frattempo conosce Jeremiah, anche lui nigeriano. Arrivato in Italia nel 2017, sempre tramite i tristemente noti trasporti marittimi. Dopo aver lavorato in un campeggio, oggi è assunto da un’azienda locale. Grazie alle competenze acquisite alla scuola professionale, Jeremiah viene subito apprezzato per la sua capacità di svolgere un ampio novero di interventi di manutenzione.

Dopo qualche anno Roseline e Jeremiah hanno dato un orizzonte al loro progetto di vita, dando alla vita il loro figlio che ora ha 10 mesi.

Nel loro viaggio fino a oggi c‘è una nuova tappa, la possibilità finalmente di poter ricongiungere il nucleo familiare e vederlo crescere all’interno di una comunità solidale e unita che genera benessere.

Tutto ciò accompagnato da una nuova sfida, forse ancora più impegnativa (ma bella!) di quelle che la vita gli ha messo di fronte: diventare parte attiva della comunità come famiglia di riferimento del condominio solidale Pantera Rosa.

Dopo un primo momento di ambientamento, la famiglia di Roseline si sta già dimostrando essere un supporto costante, un aiuto fondamentale nel verificare la pulizia e l’ordine degli spazi condivisi e, insieme al resto dell’equipe, uno stimolo alla partecipazione e alla socialità, aiutando tutti a svolgere azioni solidali e di buon vicinato.

Il nostro approccio Human 360 dimostra come il credere, dare dignità e nuove opportunità alle persone, genera “dati tangibili” e valore sociale, oltre a quello economico in una logica di welfare generativo con la speranza che il nostro approccio vengo adottato da tante altre realtà. Dare una casa rientra tra i primi obiettivi per rendere luoghi e città civili e coesi!

Volete collaborare con noi e ampliare questa visione? Parliamone insieme!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.