Un caffè, grazie! Sono al tavolo 14

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Un tavolino del bar con sopra il numero 14

Lavorare in movimento è produttivo? Mi interrogo a volte su questo aspetto, mentre la mattina slego la bicicletta, esco di casa e, passando per Piazza Roma, sfreccio nella via verso un bar vicino a piazza Grande.

Mi siedo sempre al solito posto: il Tavolo 14. Non è raro che incontri un mio vicino di casa Web developer che, come me, ama lavorare spostandosi in luoghi aperti e qui, scambiare idee con una persona che lavora in un settore diverso dal suo. La contaminazione è quell’elemento che ti ricorda che la curiosità la diamo da troppo tempo scontata.

È un tavolo luminoso, con vicino una presa. La vista è sulla strada che brulica di biciclette come la mia, cariche di frutta e verdura prese al mercato coperto vicino. In questo modo, mentre lavoro al mio computer, ogni tanto mi alzo e vado a vedere come il mondo esterno si muove e si trasforma.

Si tratta di un’unione di generazioni diverse che però amano prendersi delle pause per un elemento fondamentale: parlare, informarsi, confrontarsi, bevendo un rigenerante caffè.

Un giorno mentre lavoravo è successa la magia

Alzo la testa, mi guardo attorno, sono circondato da persone senior, tutte con il telefono in mano (si anche i senior usano lo smartphone mentre sono al bar a prendere il caffè).

Allora mi sono detto “facciamo un esperimento e doniamo un po’ di tempo per ascoltare le loro storie” e, successivamente, capire come il digitale potrebbe essere uno strumento utile per la loro storia e e le loro giornate.

Mi sono lanciato, ho fatto dei volantini, li ho distribuiti nel bar e poi ho iniziato. Ogni giovedì mattina mi metto al Tavolo 14 e parlo con persone senior e ragioniamo insieme sul capire come usare lo smartphone in modo utile e semplice.

Alcune richieste? Come organizzare un viaggio, come trovare canzoni per quelli cui piace ballare (anche in casa da soli), come comprare un biglietto del treno per Venezia per andare a trovare la propria famiglia.

Di cosa parliamo? Spesso di musica. Laura ascolta la musica usando la tv, Carla utilizza Youtube, Maria ascolta la radio.

Mi sono chiesto se unificare il mezzo di ascolto potrebbe essere la soluzione, ma sono convinto che queste persone mi stiano dicendo qualcosa di più: ognuno ha le sue preferenze e poter avere più scelta del mezzo tecnologico è la vera rivoluzione.

Cosa ho appreso? Che la digitalizzazione fa rima con semplificare ed è personale! È diminuire i passaggi per usufruire dei documenti burocratici, è trovare una notizia leggendola da un unica pagina, è capire come farsi sentire dai vicini, scambiare foto e video per fortificare la loro storia di amicizia.

Inaspettatamente, ho compreso come ogni persona senior ha sogni diversi e che il mutamento delle loro modalità di uso degli strumenti digitali è più veloce e diverso di quanto pensassi!

Ma cosa c’entra tutto questo con la produttiva lavorativa del lavoro da remoto?

C’entra perché se non avessi questa modalità di lavoro, che Cooperativa Sole vede come opportunità, io non avrei l’occasione per ascoltare la voce delle persone e capire che ci sono desideri e aspettative che le persone senior vivono ogni giorno, che mutano e che la progettazione senza empatia non ha futuro. Sedersi e parlare non del quotidiano è un ricchezza da gustare, non tempo perso… trovate questo tempo!

Ti do un compito!
Hai un bar vicino a casa tua? Prova a prendere un caffè con un senior e parlate di cosa ne pensa del digitale. La solidarietà intergenerazionale può essere molto interessante fatta così, prova e gusta.

Samuele Verucchi
Project Manager Cooperativa Sole

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