A volte penso a Marta

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Una coppia di senior

Ci siamo conosciuti a Malta, in una casa residenza vicino alla città di Medina in cui ero andato in Erasmus a lavorare. Ci incontravamo la mattina, dalle 9 alle 11 per le attività di stimolazione cognitiva (es. costruire una mappa turistica utilizzando i ricordi di luoghi nascosti, ma ancora presenti sull’isola). Ci vedevamo anche dalle 14 alle 14,30 e ascoltavamo l’opera.

Aveva 81 anni e la sua camera aveva un grande televisore connesso a un impianto audio potente e verace, capace di arrivare fino al mare e far muovere le onde con i suoni di violoncelli e trombe.

Sopra a quel televisore, un quadro con cani che giocano a poker. Aveva lavorato come venditrice di orologi sotto la Torre di Londra e come fonico al Manoel Theatre (costruito nel 1731, è uno dei più antichi teatri d’Europa).

Il mondo è musica

Quando entravo nella sua stanza, Marta mi salutava, andava a recuperare registrazioni introvabili di Rossini/Puccini nel cassetto. muovendosi snella per la stanza con la sua sedia a rotelle. Quando voleva farmi capire la potenza di un brano, alzava il volume al massimo spalancava la finestra del balcone e si affacciava imitando i movimenti di un direttore d’orchestra.

Parlavamo principalmente di relazioni e lei mi raccontava di quanto gli mancava il suo amico scomparso da poco, quell’amico che veniva a prenderla una volta a settimana e insieme andavano per musei. Poi stavano ore a raccontarsi la propria vita davanti a un caffè con vista mare.

Senza di lui, ora uscire è diventato più difficile e anche trovare persone con cui condividere passioni come l’arte, l’opera, la musica classica e musei lo è ancora di più. In verità, qualcuno l’aveva trovato dentro la casa residenza, ma purtroppo le uscite non sono mai abbastanza per un’appassionata di emozioni e di musica come lei.

La realtà del virtuale

Penso a Marta spesso e oggi ancora di più dopo aver letto un articolo del Time che parlava dell’azienda di Virtual Reality Rendever come una delle più influenti del 2022.

È importante fare una premessa. Questi giovani innovatori hanno fatto qualcosa di semplice, ma importante. Nel loro processo di creazione hanno accettato la sfida di comprendere a fondo le esigenze delle persone senior, guardarle dritte negli occhi e proporre una soluzione da realizzare.

Il problema che loro hanno individuato da risolvere è reale, quello dell’isolamento e della solitudine delle persone senior e ne hanno mostrato gli effetti con un innografica:

La soluzione possibile? Il VR da loro creato permette ai senior residenti in case di riposo di indossare semplicemente un auricolare e di essere trasportati in un’esperienza coinvolgente, viaggiando in tutti gli angoli del mondo per esplorare una varietà di contenuti diversi (viaggiare, performance, tour educativi, lezioni di cibo e cultura, musicoterapia, esplorazioni di luoghi nel mondo).

Vi starete chiedendo “Ma questa è un’esperienza che isola, non unisce?”. I nostri innovatori del giorno hanno pensato anche a questo. La piattaforma di realtà virtuale di Rendever può essere utilizzata in contesti di gruppo in modo che i residenti possano condividere storie e approfondire le loro connessioni tra loro e con il personale.

Forse Marta è qualcosa di più dell’espressione di una appassionata di opera che ha voglia di condividere la sua passione. È uno stimolo, per noi progettisti, a spendere maggior tempo nell’osservare e comunicare con le persone per le quali stiamo immaginando questi nuovi scenari, ricordandoci di un elemento fondamentale: creare esperienze condivise, connettere storie!

Samuele Verucchi
Project Manager Cooperativa Sole

Fonti
Rendever
Manoel Theatre
Time “Rendever – A new use for VR

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