Il New European Bauhaus è un’iniziativa della Commissione Europea che promuove soluzioni in grado di coniugare sostenibilità, inclusione e qualità dell’esperienza umana. Non si tratta soltanto di progettare edifici migliori, ma di ripensare il modo in cui viviamo, costruiamo relazioni e generiamo benessere all’interno delle nostre comunità.
In questo contesto, il progetto presentato da Cooperativa Sole è stato selezionato come buona pratica europea all’interno della sessione dedicata a Inclusive and Social Housing and Built Environment, con l’intervento: “Collaborative Housing: Living Together, Living Better. Innovative solutions for social inclusion and innovation in the Province of Bolzano”.

Dall’abitare al community hub

Durante l’intervento è stato presentato un percorso iniziato oltre dieci anni fa e sviluppato attraverso diverse esperienze di housing sociale, coesione comunitaria e innovazione territoriale.
La riflessione di partenza è semplice: l’housing per il benessere e la longevità deve diventare un Community Hub, un laboratorio aperto dove giovani, anziani, famiglie e persone fragili possano costruire insieme percorsi di autonomia, relazioni significative e nuove forme di welfare generativo.
Il modello nasce da un lungo lavoro sperimentale sviluppato a Cervia. Attraverso strumenti di valutazione dell’impatto sociale, indicatori di qualità della vita, autostima e reti relazionali, Cooperativa Sole ha potuto osservare come l’abitare collaborativo produca effetti che vanno ben oltre la semplice risposta abitativa:
- le persone sviluppano maggiore autonomia;
- le reti sociali si rafforzano;
- si riducono isolamento e fragilità;
- si attivano nuove forme di mutuo aiuto.
Questa capacità trasformativa ha convinto Cooperativa Sole a portare il modello su una scala più ampia.
Bolzano: un nuovo modello di abitare collaborativo intergenerazionale
Dall’intenzione di replicare questa esperienza è nato il progetto di housing collaborativo a Bolzano. Qui il modello affronta alcune delle principali sfide sociali locali:
- l’aumento dei costi abitativi;
- la difficoltà delle famiglie monoparentali;
- la solitudine delle persone anziane;
- la carenza di soluzioni abitative accessibili per lavoratori, studenti e giovani;
- la mancanza di reti sociali coese di reale solidarietà e creazione di servizi condivisi e “millimetro zero” dalle case delle persone.
La risposta non è soltanto economica. È comunitaria. All’interno del progetto convivono donne, studenti universitari, giovani lavoratori e persone anziane, dando vita a una rete informale di supporto reciproco.
Nel tempo si è sviluppata una vera e propria forma di sorellanza, caratterizzata da fiducia, collaborazione quotidiana e scambio di competenze. Le attività di mutuo aiuto permettono, ad esempio, di supportare la gestione familiare delle madri sole, mentre gli anziani mettono a disposizione tempo, esperienza e presenza relazionale ricevendo in cambio nuove occasioni di partecipazione e inclusione.

Dal welfare assistenziale al welfare generativo
Uno degli aspetti più innovativi del progetto riguarda il passaggio da un welfare erogato a un welfare generato dalla comunità. Mettere in comune tempo, competenze e relazioni produce infatti servizi che difficilmente potrebbero essere sostenuti esclusivamente attraverso risorse pubbliche.
Nascono così attività condivise, reti di supporto informale, iniziative di quartiere e nuove opportunità di partecipazione. Il progetto ha già prodotto risultati significativi:
- percorsi di autonomia abitativa completati in pochi mesi;
- finalizzazione di contratti di lavoro più stabili;
- coinvolgimento di studenti universitari e dottorandi;
- apertura di un orto comunitario;
- elevata stabilità occupazionale tra i residenti;
- attivazione di una rete territoriale composta da dodici partner impegnati nella co-progettazione del quartiere.
L’obiettivo finale è costruire un quartiere fondato sullo scambio reciproco, sulla fiducia e sulla capacità delle persone di generare valore economico e sociale partendo dalle proprie risorse.
Un ringraziamento a ERRIN e agli organizzatori
Desideriamo ringraziare l’intera rete ERRIN per l’organizzazione dell’evento e in particolare Giulia Chiarel per il coordinamento impeccabile della giornata. L’EU Design Day si è distinto per l’elevata qualità dei relatori, la ricchezza dei momenti di networking e la capacità di mettere in dialogo amministrazioni pubbliche, università, progettisti, imprese sociali e istituzioni europee.
Siamo orgogliosi di aver rappresentato la città di Bolzano in un contesto internazionale così prestigioso e auspichiamo che il nostro progetto possa contribuire ad accendere una riflessione più ampia sul futuro dell’abitare collaborativo, dell’inclusione sociale e della costruzione di città più umane, inclusive e culturalmente vive a livello locale e internazionale. Per noi di Cooperativa Sole la casa non è il punto di arrivo. È il punto di partenza.
👉 Volete saperne di più? A questo link trovate tutti i contenuti della presentazione: https://errin.eu/system/files/2026-06/Final%20presentation%20EUDD.pdf
